Mobili e illuminazione
I mobili e l'illuminazione della stanza
Le supellettili dello Studio di Giuliano Manganello a Montenisa


Tre immagini della poltrona (presumibilmente della prima metà del ‘900) pitturata di rosso, acquistata da un robivecchi per poche lire e restaurata amorevolmente; un particolare dell’oggetto: sul lato sinistro ha uno sportellino che da accesso ad un piccolo vano che conteneva, a seconda dei casi, o un braciere per riscaldare il fondo schiena del proprietario, oppure un vaso da notte che raccoglieva l’orina dello stesso signore.
Immagine che illustra il mobiletto porta strumenti che è stato anch’esso realizzato in proprio con suppellettili di rIsulta e con aggiunta di muratura, poi verniciata con smalto lucido rosso; sopra si intravede un quadro che rappresenta “l’etnocidio”.
La scrivania è in realtà un parallelepido di forma squadrata, semplicissimo - non ci sono casseti, data la presenza delle mensole e del ripiano sulla destra della sedia. Il mobile è stato dipinto a smalto, con il consueto rosso lucido.
Il “divano” è vicino alla finestra; da notare che la seduta del “mobile” è stata realizzato recuperndo l’anta di un vecchio armadio demolito, mentre il resto della struttura è in muratura, dipinta con vernice a smalto rossa.
I corpi illuminanti utilizzati nella stanza sono stati progettati appositamente ed autoprodotti: per la piantana si arrivò addirittuara afondere dei vecchi manufatti di piombo per realizzare la base - mentre per il lampadario fu necessario fare le filettature su un vecchio tubo - poi verniciato di con smalto verde.
[prosegui con l'approfondimento sulle pareti e pitture]
